Chi siamo

Lo statuto

Articolo 1 - Costituzione
È costituita una libera Associazione denominata: “Istituto Italiano della Donazione” (di seguito “Istituto”).

Articolo 2 - Sede
La sede legale dell'Istituto è in Milano, Corso Venezia 18.

Articolo 3 - Durata
La durata dell'Istituto è illimitata.

Articolo 4 – Oggetto e finalità dell'Istituto
L'Istituto è apartitico, aconfessionale ed esclude ogni scopo di lucro. L'Istituto si propone di contribuire con ogni opportuna iniziativa a diffondere tra le organizzazioni senza scopo di lucro comportamenti di eccellenza tramite la correttezza gestionale, la trasparenza e la verificabilità dell'utilizzo delle risorse messe a disposizione per finalità sociali da donatori ed erogatori, sia privati sia pubblici.
Al fine di perseguire la realizzazione dei suoi scopi, l'Istituto:
1. promuove e favorisce l'adozione da parte delle organizzazioni senza scopo di lucro operanti in Italia della “Carta della donazione” (di seguito “Carta”), il primo codice italiano di autoregolamentazione della raccolta fondi nel nonprofit;
2. monitora periodicamente l'attualità delle disposizioni contenute nella “Carta” e apporta le modifiche e gli adeguamenti ritenuti necessari;
3. riconosce formalmente, controllandone l'operato nel tempo, soggetti terzi indipendenti che abbiano professionalità adeguata a condurre verifiche sulle organizzazioni senza scopo di lucro che chiedono di adottare, o che già hanno adottato, la Carta;
4. delibera sulle richieste di adozione, e di rinnovo di adozione, della “Carta”, acquisite le risultanze delle verifiche tecniche condotte dai soggetti riconosciuti;
5. supporta le organizzazioni senza scopo di lucro interessate o già impegnate ad adottare la “Carta”;
6. promuove presso i pubblici interessati i principi espressi dalla “Carta”;
7. conduce attività di studio e ricerca sui temi legati alla “Carta”;
8. organizza iniziative di formazione sulle materie pertinenti alle proprie finalità;
9. promuove ogni altra iniziativa atta a garantire la qualità delle relazioni tra le organizzazioni senza scopo di lucro, i donatori, i beneficiari, e tutti gli altri soggetti pubblici e privati con cui esse si relazionano.
L'Istituto può compiere ogni altra attività ritenuta strumentale al perseguimento dei propri scopi.
L'Istituto ha facoltà di adottare regolamenti attuativi che disciplinino le modalità di realizzazione delle attività sopra indicate.

Articolo 5 - Associati
Sono Associati dell'Istituto le organizzazioni che ne sono state i fondatori. Sono inoltre Associati dell'Istituto le organizzazioni senza scopo di lucro che adottano, o chiedono di adottare, la “Carta” utilizzandone il simbolo nelle comunicazioni rivolte al pubblico. Possono altresì divenire Associati dell'Istituto persone giuridiche, soggetti rappresentativi di collettività ed enti comunque organizzati che abbiano un interesse diretto o indiretto alla realizzazione degli scopi associativi.
Il rapporto associativo ha la durata di un esercizio ed è tacitamente prorogato di anno in anno salvo quanto disposto dall'art. 9 del presente Statuto.

Articolo 6 – Categorie di Associati
Gli Associati dell'Istituto si distinguono nelle seguenti categorie:
1. Associati FONDATORI: sono coloro che hanno costituito l'Istituto.
2. Associati SOSTENITORI: sono coloro che, sostenendo lo sviluppo del settore nonprofit, intendono operare a favore della diffusione della “Carta” tra le organizzazioni senza scopo di lucro, e contribuire al sostentamento economico dell'Istituto.
3. Associati ADERENTI: sono le organizzazioni senza scopo di lucro che, avendone i requisiti, vengono autorizzate dall'Istituto ad adottare la “Carta” e ad utilizzarne il simbolo nelle comunicazioni rivolte al pubblico.
4. Associati CANDIDATI: sono le organizzazioni senza scopo di lucro che, avendo chiesto di essere autorizzate ad adottare la “Carta” e ad utilizzarne il simbolo, siano in attesa di sostenere o completare il percorso di verifica.
Gli Associati, a qualunque categoria appartengano, sono tenuti al versamento di una quota associativa annuale nell'importo, secondo le modalità e i tempi stabiliti dal Consiglio Direttivo.

Articolo 7 - Diritti e obblighi degli Associati
Tutti gli Associati dell'Istituto hanno il diritto di:
1. partecipare all'Assemblea;
2. deliberare sulle materie riservate all'Assemblea degli Associati secondo quanto stabilito dal presente statuto, se Associati fondatori, Associati sostenitori o Associati aderenti;
3. eleggere liberamente ed essere liberamente eletti alle cariche dell'Associazione, secondo quanto stabilito dal presente statuto;
4. conoscere i programmi con i quali l'organizzazione intende attuare gli scopi dell'Associazione;
5. partecipare alle iniziative dell'Istituto nelle varie forme e sedi previste;
6. se appartenenti alla categoria degli Associati aderenti, utilizzare, dopo aver superato le necessarie verifiche, il simbolo “Carta” nelle comunicazioni rivolte al pubblico.

Gli Associati hanno l'obbligo di:
1. rispettare le norme del presente Statuto e dei regolamenti adottati dall'Istituto;
2. versare le quote associative annuali nell'importo, secondo le modalità e i tempi stabiliti dal Consiglio Direttivo;
3. diffondere la conoscenza dell'Istituto e promuoverne la funzione;
4. collaborare, nei limiti delle rispettive possibilità e competenze, al conseguimento degli scopi dell'Associazione;
5. segnalare irregolarità, abusi ed anomalie in genere, di cui venissero a conoscenza, in ordine allo scopo dell'Istituto;
6. sottoporsi, se appartenenti alla categoria degli Associati aderenti o degli Associati candidati, alle verifiche tese ad accertare l'esistenza o la permanenza dei requisiti necessari per essere autorizzati all'utilizzo del simbolo “Carta”.
Gli Associati appartenenti alle diverse categorie specificate all'art. 6 non assumono, in ogni caso, alcuna responsabilità patrimoniale oltre l'importo delle rispettive quote associative.
La qualità di Associato non è trasmissibile.

Articolo 8 - Ammissione degli Associati
L'ammissione degli Associati è deliberata dal Consiglio Direttivo, acquisito, per l'ammissione degli Associati aderenti, il parere del Comitato Tecnico.
La domanda di ammissione deve essere presentata per iscritto al Consiglio Direttivo. Essa deve essere sottoscritta dal legale rappresentante dell'ente richiedente e deve contenere: l'espressa volontà di far parte dell'Istituto, la piena ed incondizionata accettazione del presente Statuto, del relativo regolamento di attuazione e degli altri eventuali regolamenti adottati dall'Istituto, nonché delle deliberazioni degli organi dell'Associazione assunte in conformità alle disposizioni statuarie.
Il Consiglio Direttivo, previa verifica dei requisiti richiesti, delibera sull'ammissione dell'Associato e provvede a comunicarlo all'interessato.
La decisione del Consiglio Direttivo è inappellabile.
L'ammissione comporta l'accettazione integrale del presente Statuto e dei regolamenti adottati dall'Istituto, e diviene efficace solo al seguito del versamento della quota associativa.

Articolo 9 – Estinzione del rapporto associativo
Il rapporto associativo può estinguersi per una delle seguenti cause:
Recesso
Ogni Associato ha facoltà di recedere dall'Istituto.
L'Associato che intende recedere dall'Istituto deve comunicare la propria volontà di recesso per iscritto, tramite lettera raccomandata, al Consiglio Direttivo, non oltre 30 giorni prima della conclusione dell'esercizio in corso.
Il recesso è efficace a partire dall'esercizio successivo a quello in cui è manifestato.
Esclusione
Il Consiglio Direttivo può deliberare l'esclusione di un Associato per i seguenti motivi:
1. violazione delle norme del presente Statuto e dei regolamenti adottati dall'Istituto;
2. mancato versamento delle quote associative nell'importo, secondo le modalità e i tempi stabiliti dal Consiglio Direttivo;
3. adozione di un comportamento non conforme alle finalità dell'Istituto;
4. nel caso degli Associati aderenti, perdita dei requisiti necessari per l'adozione della “Carta” e l'utilizzo del relativo simbolo;
5. nel caso degli Associati candidati, non aver superato il percorso di verifica teso ad accertare l'esistenza dei requisiti necessari per essere autorizzati all'adozione della Carta e all'utilizzo del simbolo.
Il Consiglio Direttivo deve comunicare per iscritto, tramite lettera raccomandata A/R, la delibera di esclusione all'Associato.
Entro trenta giorni dall'invio della comunicazione di esclusione, l'Associato aderente escluso ha facoltà di presentare ricorso scritto dinanzi al Consiglio Direttivo. Il Consiglio Direttivo delibera secondo diritto ed equità, dopo aver acquisito il parere del Comitato Tecnico. La delibera deve essere motivata, ed è inappellabile e vincolante.
Ove l'Associato aderente escluso non abbia presentato ricorso, la delibera di esclusione è efficace decorsi trenta giorni dal suo invio.

Articolo 10 - Non ripetibilità dei contributi versati. Divieto di utilizzo del simbolo “Carta”
Gli Associati che abbiano receduto, che siano stati esclusi o che comunque abbiano cessato di appartenere all'Istituto non possono ripetere le quote e i contributi versati, né hanno alcun diritto sul patrimonio dell'Istituto.
Essi non possono altresì utilizzare in alcuna comunicazione rivolta al pubblico il simbolo “Carta”, né dichiarare di aderirvi o di adottarla.

Articolo 11 - Fonti di finanziamento e patrimonio dell'Istituto
Il patrimonio dell'Associazione è composto:
- dal fondo comune costituito dai conferimenti in denaro o beni mobili e immobili, o altre utilità;
- dai beni mobili e immobili che pervengano o perverranno a qualsiasi titolo alla Associazione;
- dalle elargizioni fatte da enti o da privati con espressa destinazione a incremento del patrimonio;
- dalla parte di rendita non utilizzata che, con delibera del Consiglio Direttivo, può essere destinata a incrementare il patrimonio;
- da contributi attribuiti al patrimonio dall'Unione Europea, dallo Stato, da enti territoriali o da altri enti pubblici.

Le risorse della Associazione sono costituite:
- dalle rendite e dai proventi derivanti dal patrimonio e dalle attività della Associazione medesima;
- da eventuali donazioni o disposizioni testamentarie, che non siano espressamente destinate al fondo comune;
- da eventuali altri contributi attribuiti dall'Unione Europea, dallo Stato, da enti territoriali o da altri enti pubblici;
- dai ricavi delle attività istituzionali, accessorie, strumentali e connesse.
Le rendite e le risorse della Associazione saranno impiegate per il funzionamento della Associazione stessa e per la realizzazione dei suoi scopi.

Articolo 12 - Durata dell'esercizio e destinazione dei proventi
L'esercizio finanziario si apre il 1° gennaio e si chiude il 31 dicembre di ogni anno solare.
I proventi delle attività non possono, in nessun caso, essere divisi tra gli Associati, neppure in forma indiretta.
Eventuali avanzi di gestione devono essere riportati a nuovo e destinati alle finalità istituzionali statutariamente previste.

Articolo 13 - Organi
Sono organi dell'Istituto:
1. l'Assemblea degli Associati;
2. il Consiglio Direttivo;
3. il Presidente e i vicepresidenti;
4. il Comitato Tecnico;
5. il Collegio dei Revisori dei Conti.
Tutte le cariche menzionate nel presente articolo, eccetto che per il Collegio dei Revisori dei Conti, sono gratuite salvo il rimborso delle spese debitamente documentate sostenute in nome e per conto dell'Istituto e/o per assolvimento di uno specifico incarico, ove preventivamente autorizzate dal Consiglio Direttivo.
È causa di incompatibilità con l'appartenenza al Consiglio Direttivo e al Collegio dei Revisori dei Conti l'essere legato ad uno o più degli Associati candidati o aderenti da un rapporto di lavoro dipendente, di collaborazione professionale, di consulenza.
È causa di decadenza il sopraggiungere di tale condizione in carico a un componente il Consiglio Direttivo o il Collegio dei Revisori dei Conti.

Articolo 14. Assemblea degli Associati. Convocazione
L'Assemblea degli Associati è l'organo sovrano dell'Istituto.
L'Assemblea degli Associati regolarmente costituita rappresenta tutti gli Associati.
L'Assemblea deve essere convocata dal Consiglio Direttivo presso la sede dell'Istituto o in altra sede, purché in Italia.

L'Assemblea deve essere convocata almeno una volta all'anno entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio finanziario e ogni qualvolta il Consiglio Direttivo ne ravvisi la necessità. 
L'Assemblea deve essere convocata dal Presidente del Consiglio Direttivo e, nella sua inerzia, dal Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti, quando ne sia fatta domanda scritta, con indicazione degli argomenti da trattare, da almeno un quinto degli Associati aventi diritto al voto.
La convocazione deve avvenire mediante avviso scritto recante l'indicazione dell'ordine del giorno e del luogo, giorno e ora della riunione. L'avviso di convocazione deve essere inviato – per posta ordinaria, telegramma, fax o email - a tutti gli Associati presso il domicilio risultante dal libro degli Associati almeno dieci giorni prima della data fissata per la riunione.
L'Assemblea si intende, comunque, validamente convocata quando l'avviso di convocazione sia stato affisso presso la sede legale dell'Istituto al più tardi trenta giorni prima della data fissata per la riunione.

Articolo 15 - Assemblea degli Associati. Attribuzioni
L'Assemblea:
1. formula gli indirizzi di politica generale dell'Istituto;
2. approva il bilancio consuntivo, la relazione del Consiglio Direttivo sull'attività e il bilancio preventivo;
3. nomina, ratifica e revoca i componenti del Consiglio Direttivo, dei quali determina anche il numero secondo quanto disposto dall'art. 17;
4. nomina e revoca i componenti del Collegio dei Revisori dei Conti, di cui determina anche il numero, e di cui nomina il Presidente, che deve essere iscritto nel ruolo dei revisori ufficiali dei conti;
5. delibera sulle proposte di modifica dello Statuto;
6. delibera in merito allo scioglimento dell'Istituto in conformità a quanto previsto nel presente Statuto;
7. delibera sulle altre materie demandate dalla legge o dal presente Statuto alla sua competenza;
8. delibera su ogni altro oggetto attinente alla gestione dell'Istituto sottoposti al suo esame dal Consiglio Direttivo.
Le deliberazioni della Assemblea, prese in conformità della legge e dello statuto, vincolano tutti gli Associati, ancorché assenti o dissenzienti.
Le deliberazioni che non sono state prese in conformità della legge o dello Statuto possono essere impugnate dai componenti il Consiglio Direttivo e il Collegio dei Revisori dei Conti, nonché dai singoli Associati assenti o dissenzienti, entro tre mesi dalla deliberazione, con ricorso dinanzi al Comitato Tecnico.

Articolo 16 - Assemblea degli Associati. Modalità di funzionamento
In prima convocazione l'Assemblea è regolarmente costituita con la presenza della maggioranza assoluta degli Associati aventi diritto al voto; l'Assemblea è in ogni caso validamente costituita con la presenza dei 2/3 degli Associati fondatori e dei 2/3 degli Associati sostenitori. Le delibere sono validamente assunte con il voto favorevole dei 2/3 degli Associati fondatori presenti e dei 2/3 degli Associati sostenitori presenti.
In seconda convocazione l'Assemblea è regolarmente costituita qualunque sia il numero degli Associati presenti. Le delibere sono validamente assunte con il voto favorevole della maggioranza assoluta degli Associati fondatori presenti e della maggioranza assoluta degli Associati sostenitori presenti.
Per le delibere concernenti le proposte di modifiche statutarie, si applicano sempre i quorum costitutivo e deliberativo previsti per l'Assemblea degli Associati in prima convocazione.
Per deliberare lo scioglimento dell'associazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati.
L'Assemblea è presieduta dal Presidente dell'Istituto ovvero, in sua mancanza, dalla persona designata dagli intervenuti.
Il Presidente nomina un segretario, che redige il verbale della riunione, decide le modalità di votazione ed assicura il regolare svolgimento della riunione.
Gli Associati hanno diritto di presenziare alla Assemblea, e, se sono in regola con il versamento della quota associativa annua, di prendervi parte attiva e di votare nei limiti e nei modi stabiliti dal Presidente dell'Assemblea e dal presente Statuto.
Gli Associati diversi dalle persone fisiche sono presenti tramite il proprio legale rappresentante, o, per delega scritta, tramite altra persona.
L'Associato che per qualsiasi motivo non possa intervenire all'Assemblea può farsi sostituire da altro socio appartenente alla sua stessa categoria mediante delega scritta, della quale deve farsi menzione nel processo verbale redatto a cura del Segretario dell'assemblea.
Ogni Associato può ricevere fino ad un massimo di tre deleghe.

Articolo 17 - Consiglio Direttivo. Composizione
Il Consiglio Direttivo è composto da Consiglieri in numero dispari, non inferiore a cinque e non superiore a quindici, di cui almeno tre espressione degli Associati fondatori. I Consiglieri possono anche non essere Associati.
I Consiglieri sono eletti dall'Assemblea degli Associati per la durata di un triennio.
I Consiglieri non possono restare in carica consecutivamente per più di due mandati. Trascorsi in carica due mandati consecutivi, il Consigliere torna rieleggibile trascorso un anno dal termine del secondo mandato.
Il mandato è da riferirsi ai Consiglieri individualmente considerati.
I Consiglieri in carica che cessino nel corso del mandato sono sostituiti per cooptazione.
Inoltre, il Consiglio Direttivo ha comunque facoltà di nominare per cooptazione, con voto unanime di tutti i Consiglieri, altri Consiglieri, in numero pari, per un massimo di quattro Consiglieri ogni tre anni.
Tutti i Consiglieri nominati per cooptazione devono essere ratificati dalla prima Assemblea degli Associati successiva alla cooptazione. Il mandato dei Consiglieri nominati per cooptazione decorre dal momento dell'avvenuta cooptazione.
I Consiglieri sono revocabili dall'Assemblea ordinaria in qualunque momento per giusta causa.

Articolo 18 - Consiglio Direttivo. Convocazione
Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente almeno una volta a semestre con avviso scritto contenente l'ordine del giorno che deve essere inviato - per posta ordinaria, telegramma, fax o email - a tutti i Consiglieri non meno di otto giorni prima della data prevista per la riunione.
I Consiglieri possono partecipare alle riunioni del Consiglio Direttivo anche attraverso strumenti di telecomunicazione.
In caso di eccezionale urgenza, il Presidente potrà convocare il Consiglio Direttivo anche a mezzo telegramma, fax o telefono con preavviso di un giorno.
Il Consiglio Direttivo deve essere convocato quando ne venga fatta motivata richiesta per iscritto da almeno un terzo dei Consiglieri.
Il Consigliere che non partecipi, senza giustificato motivo, a tre riunioni consecutive decade dalla carica.
Il Consiglio Direttivo nella successiva riunione provvederà alla sostituzione per cooptazione dei Consiglieri decaduti.

Articolo 19 - Consiglio Direttivo. Attribuzioni
Il Consiglio Direttivo ha i più ampi poteri per la gestione ordinaria e straordinaria dell'Istituto con facoltà di compiere tutti gli atti opportuni per conseguire gli scopi dell'Associazione, esclusi quelli riservati dallo Statuto alla Assemblea.
Il Consiglio Direttivo in particolare:
1. determina la politica e i programmi di sviluppo dell'Istituto e ne stabilisce le modalità di attuazione;
2. amministra il patrimonio dell'Istituto e ne custodisce i fondi;
3. cura la redazione del bilancio consuntivo e preventivo, che presenta all'Assemblea, corredato da una relazione;
4. delibera in merito all'ammissione degli Associati, motivando eventuali rifiuti, acquisito, per l'ammissione degli Associati aderenti, il parere del Comitato Tecnico;
5. delibera l'importo della quota associativa, i tempi e le modalità di versamento della stessa;
6. delibera la richiesta e l'accettazione di contributi straordinari;
7. delibera l'esclusione degli Associati;
8. delibera sui ricorsi presentati dagli Associati aderenti contro l'esclusione, acquisito il parere da parte del Comitato Tecnico;
9. nomina tra i propri componenti il Presidente e fino ad un massimo di due Vicepresidenti.
10. nomina il Presidente e i componenti il Comitato tecnico;
11. propone all'Assemblea la nomina dei componenti il Collegio dei Revisori dei Conti;
12. ha facoltà di adottare, anche su proposta del Comitato Tecnico, regolamenti su ogni aspetto regolato dal presente statuto;
13. delibera sui pareri presentati dal Comitato tecnico secondo quanto previsto dall'articolo 24;
14. delibera su tutte le iniziative che ritiene idonee al conseguimento degli scopi dell'Associazione.
Il Consiglio Direttivo ha facoltà di nominare, specificandone le attribuzioni, il Segretario Generale dell'Istituto.
Il Consiglio Direttivo ha facoltà di nominare, specificandone le attribuzioni, il Tesoriere, che sovrintende all'adempimento delle attività economiche, amministrative e finanziarie dell'Istituto.
Il Consiglio Direttivo ha facoltà di nominare, specificandone le attribuzioni, una personalità di chiara fama e competenza nelle materie oggetto dell'attività dell'Istituto in qualità di Garante Etico, affinché vigili sulla coerenza tra gli atti dell'Istituto e i principi contenuti nella Carta.
Il Consiglio Direttivo ha facoltà di costituire comitati diversi da quello regolato agli artt. 23 e 24, di cui determina, al momento della costituzione, composizione, durata, compiti e modalità di funzionamento. Il Consiglio Direttivo ha facoltà di sciogliere i comitati in qualsiasi momento.
Il Consiglio Direttivo può delegare una o più delle proprie attribuzioni ad uno dei Consiglieri o ad una giunta esecutiva composta da alcuni Consiglieri, determinando i limiti della delega.

Articolo 20 - Consiglio Direttivo. Funzionamento
Il Consiglio Direttivo delibera con la presenza della maggioranza dei Consiglieri e con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
In caso di parità prevale il voto del Presidente.
Non sono ammesse deleghe.
Le deliberazioni del Consiglio Direttivo sono verbalizzate a cura di un Segretario scelto di volta in volta dal Presidente anche fra persone diverse dai membri del Consiglio.

Articolo 21 - Presidente e Vicepresidenti. Nomina e attribuzioni
Il Presidente e i Vicepresidenti sono rieleggibili consecutivamente una sola volta.
Il Presidente ha la legale rappresentanza dell'Istituto con poteri di firma, convoca e presiede il Consiglio Direttivo, provvede all'esecuzione delle delibere dell'Assemblea e del Consiglio Direttivo.
In caso di nomina dei Vicepresidenti, il Consiglio Direttivo ne specifica funzioni e attribuzioni, attribuendo in particolare ad uno di loro il potere di esercitare le attribuzioni del Presidente, in caso di impedimento da parte di questi.

Articolo 22 - Collegio dei Revisori dei Conti
Il Collegio dei Revisori dei Conti si compone di tre o cinque membri effettivi, nominati ai sensi dell'art. 15.
I Revisori rimangono in carica un triennio e sono rieleggibili.
I Revisori hanno il compito di controllare la regolare tenuta della contabilità dell'Associazione e la corrispondenza del bilancio, effettuare controlli contabili almeno una volta ogni quattro mesi, redigendone verbale, riferire all'Assemblea sui risultati dell'esercizio finanziario e sulla tenuta della contabilità, fare osservazioni e proposte in ordine al bilancio ed alla sua approvazione.
A questo fine il Consiglio Direttivo deve comunicare al Collegio dei Revisori dei Conti il bilancio, con la relazione ed i documenti giustificativi, almeno trenta giorni prima dell'Assemblea che deve discuterlo.
I Revisori possono in qualsiasi momento procedere, anche individualmente, ad atti di ispezione e di controllo.
I Revisori possono assistere alle riunioni del Consiglio Direttivo ed alla Assemblea.

Articolo 23 - Comitato Tecnico. Composizione e funzionamento
Il Comitato Tecnico è composto da un numero dispari di membri, non inferiore a tre non superiore a nove, incluso il Presidente.
I componenti il Comitato vengono scelti tra persone esperte nelle materie che sono oggetto dell'attività dell'Istituto. Essi devono possedere la necessaria competenza tecnica, garantire indipendenza di comportamenti ed imparzialità di giudizio.
I componenti il Comitato sono nominati per la durata del mandato del Consiglio Direttivo, scadono in ogni caso allo scadere del mandato del Consiglio Direttivo, e possono essere confermati.
I componenti in carica che cessino nel corso del mandato possono essere sostituiti dal Consiglio Direttivo nella prima occasione utile. Il loro mandato scade insieme con quello dei componenti in carica all'atto della loro nomina.
Il Comitato Tecnico è convocato dal Presidente almeno una volta a quadrimestre. Esso può in ogni caso essere convocato dal Presidente dell'Istituto ogni qual volta questi lo ritenga necessario.
Esso è validamente costituito qualunque sia il numero dei componenti intervenuti, e delibera con il voto favorevole della maggioranza dei componenti presenti. In caso di parità prevale il voto del Presidente.
Non sono ammesse deleghe.

Articolo 24 - Comitato tecnico. Attribuzioni
Con riferimento alle attività di revisione costante della “Carta”, il Comitato tecnico:
1. propone al Consiglio Direttivo raccomandazioni interpretative e – ove necessario - modifiche al testo della “Carta”;
2. propone al Consiglio Direttivo l'adozione di regolamenti attuativi della “Carta”.

Con riferimento all'attività di riconoscimento dei soggetti atti a condurre l'attività di verifica:
1. propone al Consiglio Direttivo la concessione e il mantenimento, l'estensione, il rinnovo, la revoca dei riconoscimenti conformemente alle risultanze di apposita istruttoria;
2. conduce periodiche verifiche sull'attività dei soggetti riconosciuti, e riferisce al Consiglio Direttivo.

Con riferimento all'ammissione ed esclusione degli Associati, il Comitato Tecnico:
1. invia al Consiglio Direttivo pareri motivati sulle richieste di ammissione di nuovi Associati aderenti.
2. invia al Consiglio Direttivo pareri motivati sui ricorsi presentati dagli Associati aderenti contro le delibere di esclusione.

Con riferimento alle impugnazioni delle delibere dell'Assemblea degli Associati, il Comitato Tecnico ha il compito di decidere, entro un termine congruo, secondo diritto ed equità, come previsto nell'art. 15.
Al Comitato Tecnico spettano i più ampi poteri istruttori.
La decisione del Comitato Tecnico deve essere motivata ed è inappellabile.
Il Comitato Tecnico ha facoltà di proporre al Consiglio Direttivo l'adozione di regolamenti, procedure e prescrizioni in genere, concernenti le materie oggetto dell'attività dell'Istituto.
Il Comitato tecnico ha facoltà di condurre studi e ricerche sui temi richiamati dalla “Carta”.

Articolo 25 - Scioglimento dell'Istituto
È causa di scioglimento dell'Istituto la sopravvenuta impossibilità dello scopo o il suo raggiungimento.
Lo scioglimento dell'Istituto è deliberato dall'Assemblea degli Associati secondo quanto stabilito dall'articolo 16.
In caso di scioglimento l'Assemblea nomina uno o tre liquidatori e determina i criteri della liquidazione e della devoluzione.
I liquidatori provvedono alla liquidazione dei fondi dell‘Istituto e quindi, accertata l'estinzione di tutte le obbligazioni, provvedono a devolvere le residue attività ad altra organizzazione avente finalità analoghe o a fini di utilità sociale.

Articolo 26 - Rinvio
Per quanto non espressamente disposto, si applicano le disposizioni del codice civile e le applicabili disposizioni di legge.

Articolo 27 - Foro competente
Salvo quanto diversamente stabilito dal presente statuto, ogni controversia tra Associati derivante dal presente statuto –comprese quelle relative alla sua validità, interpretazione, applicazione ed esecuzione - sarà deferita ad un arbitro unico, in conformità al Regolamento Arbitrale Nazionale della Camera Arbitrale Nazionale e Internazionale di Milano, che gli Associati dichiarano di conoscere ed accettare interamente.
L'arbitro unico procederà in via rituale e secondo diritto.
Per ogni altra controversia al di fuori di quanto sopra stabilito è competente il Foro di Milano.

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